La torta svizzera
Dire che l'immigrazione fa bene non è di moda, ma va detto perché è la verità
Durante l'ultimo banchetto di sabato 30 maggio, mi sono sentito dire da molta gente che aveva già votato per l'iniziativa caos dell'UDC. Andare a fare i banchetti a Bellinzona fa bene all'anima perché ti rendi conto che la gente non è come i commentatori degli articoli. C'è gente normale là fuori, gente con la quale puoi parlare, anche se si è in disaccordo.
Gli ultimi sondaggi dicono che il no è in vantaggio, anche se di poco. Comunque vada, penso che sia comunque una sconfitta che più o meno metà degli svizzeri ritenga che non ci sia niente di male nel mettere un tetto alla popolazione residente. Questa forma mentis è il risultato di decenni di propaganda anti-stranieri, non nasce dal nulla. Domani sapremo il risultato ma, comunque vada, non sarà una vittoria per la società svizzera. La xenofobia mascherata da sostenibilità fa presa anche a sinistra, mentre a destra si parla apertamente di perdità di identità. Comunque vada, c'è un enorme lavoro da fare per mantenere aperta la Svizzera. L'apertura è quello che ha reso ricco questo paese, non la paura dell'altro.
Mio articolo pubblicato nell'edizione del 2 giugno de La Regione:
A volte leggo i commenti agli articoli dei portali web (errore mio, lo so) e mi colpisce sempre molto negativamente l’astio e la violenza contro i rifugiati. Il tema ricorrente è sempre quello: a “loro” danno tutto, noi svizzeri invece siamo abbandonati. Se tu, svizzero, sussidiato, con un tetto sopra la testa e cittadino di uno dei paesi più ricchi al mondo, arrivi a invidiare un rifugiato, cioè uno che è lontano da casa sua, sradicato e che ha perso tutto, vuol dire che la propaganda anti-stranieri che alimenta paura e isterismo ha avuto successo.
La propaganda xenofoba riesce a mettere tutti nello stesso calderone, che siano rifugiati o semplici immigrati, e additarli sempre e comunque come quelli che ci rubano le risorse. Tutti quelli che vengono qui, per definizione, ci rubano una fettina di torta: è un gioco a somma zero, la ricchezza (torta) è immutabile, mors tua vita mea. È una visione che non corrisponde alla realtà ma che, ripetendola allo sfinimento, fa presa. L’iniziativa caos dell’Udc per mettere un tetto massimo alla popolazione (il solo scriverlo mi crea ancora incredulità per la follia della proposta) fa leva anche su questa paura: non facciamo entrare altre persone perché altrimenti le fette di torta per noi diventano più piccole. Una visione estremamente semplicistica, falsa e, soprattutto, controproducente. L’immigrazione infatti è fondamentale per un Paese come la Svizzera, l’immigrato dottore in ospedale o muratore in cantiere o impiegato in ufficio aiutano a far crescere la torta che poi può essere distribuita anche agli svizzeri in difficoltà.
L’iniziativa caos dell’Udc è l’ennesimo tentativo di provare a far diventare la Svizzera un’isola povera, di risorse e di prospettive per il futuro. Decenni di propaganda contro chi viene da fuori ci hanno portato a questo: a votare per mettere un tetto massimo alla popolazione (eccola ancora, quell’incredulità). Nel frattempo, in questi decenni le persone da fuori sono arrivate, hanno contribuito alla società, sono diventate svizzere, e la Svizzera è rimasta la Svizzera.
Non è lo Zeitgeist corrente ma è la verità: l’immigrazione fa bene alla Svizzera. Misure puntuali per migliorare la sostenibilità si devono prendere, isolare la Svizzera invece sarebbe un danno enorme.