Pane al pane, Tathāgata al Tathāgata
Volente o nolente, nel corso degli anni, quello che era un interesse si è evoluto in qualcosa di più profondo.

Qui a Taiwan non medito. Il motivo è piuttosto imbarazzante e futile, ma completamente vero: non ho il mio solito posto, con il mio solito zabuton e il mio solito cuscino. È un motivo superficiale ma poi mi ricordo che l'abate del monastero theravada in Svizzera nel quale ho fatto un ritiro si è portato via un cuscino preso in un monastero in Inghilterra dato che lo riteneva particolarmente comodo e ora quotidianamente usa esclusivamente quello. Quindi, insomma, se anche un abate ha le sue preferenze materiali...
Qui a Taiwan non medito e si vede. Prima di andare a letto, non sedermi mezzora in concentrazione senza far divagare la mente-scimmia può sembrare una cosa da niente ma ha ripercussioni sul mio umore e sulla mia capacità di mantenere sempre l'equilibrio emotivo; ossia, a volte sbotto per delle sciocchezze. Dovrei meditare anche qui a Taiwan, lo so. È proprio vero, ti accorgi delle cose importanti quando non ci sono più; e io che sono un materialista avverso alla spiritualità, ho sempre cercato di non ingigantire la positività che quella pratica quotidiana mi regala.
Questo mi ha fatto riflettere anche in senso più generale, riguardo al mio rapporto con il buddhismo. Cerco sempre di relativizzare la mia connessione con questa religione dato che, appunto, è una religione e io sono il materialista di cui sopra, ma è innegabile che una forte connessione con il buddhismo (theravada) ci sia in me. Quando per esempio mi chiedono perché sono vegetariano, rispondo che non mi piace che gli animali siano uccisi per essere mangiati. Dovrei continuare dicendo che ho finalmente fatto questo passo, dopo averci pensato spesso nel corso degli anni, quando ho deciso di seguire i cinque precetti, nella cornice dell'Ottuplice Sentiero.
Ho un po' di vergogna e un po' di sindrome dell'impostore nel dire che cerco di seguire la via buddhista. Vergogna perché la maggior parte della mia vita l'ho vissuta cercando di stare il più lontano possibile dalle religioni, e quindi mi sembra di rinnegare me stesso. Sindrome dell'impostore perché ogni tanto mi dico tra me e me cose come ma chi voglio prendere in giro? sono solo un occidentale che vuole fare l'esotico. A un certo punto però bisogna guardare le cose in modo oggettivo: uno che cerca di seguire i precetti, legge i sutta, legge articoli e guarda video inerenti alla filosofia buddhista, insomma, dovrebbe fare pace con la sua coscienza, fare un bel respiro e accettare la realtà. Gli aspetti estramemente metafisici lasciamoli lì in un angolo, sono la cosa meno importante nel buddhismo. Una cosa che trovo estremamente positiva, almeno personalmente, è che, generalmente parlando, nel buddhismo non esiste un rigido dottrinarismo per i laici: il cammino è questo, sta a te decidere come muoverti lungo questo cammino, sei tu che devi decidere come procedere. Il mio più che ventennale interesse per il buddhismo negli ultimi anni si è approfondito e oggi mi ha portato qui, vediamo domani dove si andrà.